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Ultimo aggiornamento: martedì 20 luglio 2010 | ||
Agenzia Stampa |
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Agenzia del: venerdì 31 ottobre 2008 NAPOLI SOMMERSA SOTTO LE POLVERI SOTTILI Il Comitato Scientifico Giambattista Vico ha reso noto che con Decreto Ministeriale 2 aprile 2002 n. 60 i valori limite per la protezione della salute umana per il PM10 vengono fissati in 50 µg/mc di PM10, da non superare più di 35 volte l'anno; Come rinvenibile sul sito Internet dell’ A.R.P.A.C., per l’anno in corso, 2008 (aggiornato al 25/10/2008), il numero di superamenti registrati è stato di 140 volte; con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3566 del 05-03-2007 G.U. n.60 del 13-03-2007 il sindaco di Napoli è nominato, fino al 31 dicembre 2008, commissario delegato per l'attuazione degli interventi volti a fronteggiare l'emergenza dichiarata – situazione di grave crisi derivante dalle complesse problematiche del traffico e della mobilità anche con riferimento all'area portuale, suscettibili di compromettere la qualità della vita della collettività interessata – nel territorio della città di Napoli: da uno studio in atto, condotto dal geologo Francesco Varriale (in seno al Comitato composto dall’ing. Salvatore Villani ed i professori dell’Università Federico II l’economista Ennio Forte, il vulcanologo Giuseppe Luongo e l’urbanista Aldo Loris Rossi), attingendo ai dati I.S.P.R.A., I.S.T.A.T. e A.R.P.A.C., è emerso che per la città di Napoli, tra le diverse fonti PM10 prese in esame, l’attività marittima risulta essere al primo posto per emissioni PM10 con circa 647 tonnellate l’anno pari al 45% del totale considerato (si veda l’allegato grafico); sempre dalle elaborazioni effettuate in detto studio, dai dati A.R.P.A.C. emergono due aspetti estremamente rilevanti di cui il primo mette in evidenza l’anomalia del numero di superamenti del 2008: i numeri di superamento del livello consentito di PM10 per gli anni 2006 e 2007, pur se superiori al doppio del limite di legge, si sono rivelati simili essendo stati, rispettivamente, pari a 70 e 63 volte, mentre, quello dell’anno in corso, il 2008, con 140 superamenti, non è assolutamente con loro confrontabile; il secondo, del suddetto aspetto, pone in evidenza un altro dato molto importante: prendendo in considerazione il mese di agosto, unico dell’anno in cui il traffico non rappresenta un problema, si nota che per il 2006 ed il 2007 si hanno 0 (zero) superamenti mentre nel 2008 il limite massimo del valore di concentrazione PM10 è stato superato per ben 19 volte, attestandosi come valore mensile più alto dell’anno fino ad oggi (si vedano gli allegati grafici); in città è obbligatorio circolare esibendo il cosiddetto “bollino blu” che attesta, dopo annuale oneroso controllo, che i gas di scarico siano conformi alla legge, inoltre il parco auto, proprio per le limitazioni al traffico, tende sempre più a rinnovarsi o a convertirsi a carburanti meno inquinanti quali gpl; Tanto premesso, se si assumono corretti i dati dell’A.R.P.A.C., appare evidente che l’elevata concentrazione di PM10 registrata a partire da gennaio 2008 non può essere addebitata al traffico. Difatti l’incidenza del traffico è comprensiva nei valori del 2006 e 2007, già di per se elevati essendo pari a più del doppio dei 35 superamenti fissati dal legislatore. Valore, quest’ultimo, che recepisce una normativa europea e che, sicuramente, è stato ottenuto in base a calcoli statici elaborati considerando le diverse variabili: condizioni meteo sfavorevoli, valori medi di emissioni, etc. Chi scrive, vive la città di Napoli quotidianamente e può testimoniare che le condizioni del traffico in questi tre anni (2006, 2007 e 2008) sono rimaste sostanzialmente immutate, anzi, al massimo, sarebbero dovute migliorare. Una analisi razionale può, forse, rendere meglio ciò che intendiamo segnalare. Avendo più variabili che concorrono alla concentrazione delle PM10, potendo considerare costante quella del traffico, se tale concentrazione aumenta sensibilmente, possiamo formulare solo due ipotesi: o si ha un aumento dei valori di una o più delle altre variabili note oppure si è in presenza di nuova variabile. Tutti i provvedimenti presi dall’Amministrazione Comunale di Napoli sono stati rivolti unicamente al traffico. Nessuna iniziativa ci risulta essere stata operativamente assunta per limitare le altre fonti di emissioni. Né ci risulta che l’Amministrazione si sia posta il problema di verificare eventuali incontrollate nuovi fonti di emissioni. Dopo che il nostro Comitato ha sollevato la questione dell’attività marittima (conferenza stampa del 27/09/08 e comunicati stampa del 19 e 22/10/08) abbiamo letto (Il Mattino del 22/10/08) che il Comune avrebbe “chiesto” all’Autorità portuale di insistere sulle compagnie marittime perché si dotino di navi meno inquinanti. Per contro prevede per gli automobilisti trasgressori dei “blocchi ecologici” finanche la denuncia penale con un mese di reclusione. Se ci siamo decisi a scrivere è perché è in gioco innanzitutto la protezione della salute umana, se i dati dell’A.R.P.A.C. sono corretti essa può essere gravemente compromessa. E siamo persuasi che finchè si continuerà ciecamente a pensare che il problema si risolvi solo limitando il traffico allora la soluzione resterà lontana ed il pericolo incombente. Chiediamo Loro che possano attivarsi affinché, previo la verifica dei dati, si proceda ad un attento controllo sul territorio che accerti innanzitutto eventuali nuove fonti di emissioni PM10 e verifichi quelle note. Infine, pur non volendo entrare nel merito delle responsabilità, preme rilevare l’importanza delle competenze, troppo spesso disattese per le quali il cittadino napoletano ha già pagato un alto prezzo come le cronache dell’ultimo anno testimoniano. L’attuale Governo si è già mostrato attento alla città di Napoli impegnandosi a risolvere il grave problema di inquinamento ambientale prodotto dai rifiuti solidi urbani con risultati soddisfacenti, nonostante la complessità del problema; noi ci auspichiamo che il Governo ponga lo stesso impegno ad affrontare l’inquinamento atmosferico ed in particolare quello prodotto dalle polveri PM10. Il Comitato continuerà a lavorare proponendosi, con i limiti dei propri mezzi, di offrire una qualificata informazione che possa contribuire a meglio conoscere i problemi onde cercarne la migliore soluzione restando, ovviamente, a disposizione per chiarimenti e/o contributi. Certi della Loro sensibilità ed attenzione, confidando che anche questo ennesimo problema di Napoli possa trovare soluzione porgiamo i più cordiali saluti. (fonte: Dott. Francesco Varriale, Comitato Scientifico Giambattista Vico)
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