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 Ultimo aggiornamento: martedì 20 luglio 2010

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LETTERA AL DIRETTORE: CARO DIRETTORE, IN ONORE DEI CADUTI DI EL ALAMEIN


Caro Direttore, Le racconto una storia accaduta in un paesino di una bella regione del centro Italia .La storia di un ex soldato (granatiere) oggi ultra ottantenne che lo scorso anno ha voluto edificare nel suo comune un ceppo in onore dei caduti della seconda guerra mondiale , un signore dolce e di bello aspetto che ha fatto la guerra in Africa ed esattamente ad El Alamein, - Località dell'Egitto a 120 km a ovest di Alessandria. Situata sul mare, fu teatro dal 23 ottobre al 3 novembre 1942 di una battaglia decisiva della seconda guerra mondiale in cui il generale Montgomery sconfisse le forze italo-tedesche ,guidate da Rommel. Lui, a spese proprie, ha eretto tale monumento, con una semplice cerimonia per rendere omaggio alle vittime di tale guerra, senza offendere nessuno, tale ceppo collocato in questo piccolo paesino (di essi non farò il nome per non creare polemiche) non fa altro che ricordare ai posteri il sacrificio di chi è morto per l’Italia, ma tale pensiero forse troppo grande e troppo puro, limpido, bello, per essere capito da tutti,ha dato fastidio a qualcuno, ecco che i soliti stupidi “compagni” guidati e incitati da qualcuno, hanno sporcato tale ceppo con della vernice rosso sangue e hanno scritto frasi e disegnato simboli di un certo orientamento politico. Questo signore, a cui mi sono affezionato come sì ci affeziona ad un nonno, e che mi onoro di conoscere, di cui ho fatto la sua conoscenza nel mio pellegrinare per l’ Italia, mi ha raccontato questa sua trista storia, che mi ha molto colpito, rivedendolo domenica mattina ad una cerimonia mi ha raccontato che i soliti “compagni” hanno imbrattano nuovamente il suo ceppo(dopo un continuo di pulizia da parte sua e del comune e imbrattando da parte dei “compagni”, questo continuo provocare e attaccare la memoria di caduti in guerra ) , nel raccontarmi tali gesti mi guarda e io cerco di interpretare tutto ciò che mi voleva dire con i suoi occhi , la tristezza e lo sconforto , l’amarezza e la frustrazione che un gesto del genere può lasciare nel cuore di un uomo che ha dato la sua giovinezza per la patria . Oggi sto cercando di elaborare quelle sensazioni e questa storia scrivendo espressamente a chi ha sporcato tale ceppo con della vernice rosso sangue e con delle scritte e simboli politici, vorrei dirgli, perché? Perché, offendere l’onore delle persone che sono morti per una guerra (giusta o sbagliata che sia, ma da rispettare perché i soldati che sono morti combattevano per l’Italia e per dei valori, condivisibili o meno, ma erano italiani), chi ha protestato e chi ha sporcato tale monumento sono state persone che si considerano liberali, sono persone che inneggiano alla libertà e alla democrazia, alla pace e al rispetto per il prossimo, (anche se loro non rispettano nessuno, non rispettano la storia, la nazione, chi indossa una divisa, chi è morto per l’Italia, chi la pensa diverso da loro, loro rispettano solo la loro distorta e morta idea ). Penso che questo modo di comportarsi non è rispettoso e degno di una nazione che dovrebbe sempre rendere onore ai propri caduti? Sgomento e rabbia sono state le sensazioni che ho provato nell’apprendere tale racconto, la voglia di un riscatto per quell’ex soldato e per tutti i caduti che lui rendeva omaggio con tale ceppo mi ha preso, e allora scrivo queste righe per dargli tutto il mio appoggio e solidarietà per quello che ha fatto e per le iniziative che farà, nel rispetto della libertà e della democrazia, non scrivo e non voglio commentare il gesto fatto dei soliti “compagni” perché non merita commento e non voglio che gli sì da troppa importanza a questa feccia di persone, per questo scrivo grazie , a chi onora e rispetta le persone che sono cadute per la patria, chi è morto in guerra senza distinzione di credo politico, dico grazie ,a chi e ritornato vivo dalla guerra e testimonia l’orrore della guerra, dico grazie, a chi è rimasto ferito in guerra e porta ancora i segni ma magari anche se mutilato rispetta i suoi commilitoni caduti in battaglia, a tutti queste persone e a chi crede veramente nella libertà di pensiero e nel rispetto reciproco dico grazie, e speriamo che tali gesti d’intolleranza politica, storica-culturale non si ripetano mai più . Se pensiamo che il nostro paese sia civile, cerchiamo noi per primi ad esserlo rispettando la nostra storia e i nostri morti. Mario Pennisi



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